Difficile non avvertire l'espressione di un atto di fede nelle parole di soffuso rimprovero che il vecchio e ormai prossimo alla fine Paolo VI (sicuramente il più grande e moderno dei papi del Novecento) sembra rivolgere, quasi disilluso, a Dio nella messa di suffragio per Aldo Moro, a San Giovanni in Laterano: "un sommesso rimprovero che si trasforma subito in un profondo atto di fede", commenta giustamente la voce di un giornalista in un famoso video sull'evento. E difficile non sentirci gli echi di tutto l'Antico Testamento,
Visualizzazione post con etichetta Moro (Aldo). Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Moro (Aldo). Mostra tutti i post
mercoledì 7 gennaio 2015
venerdì 2 gennaio 2015
Paolo VI dall'Occidente all'Oriente. Il fumo di Satana e la demonologia
![]() |
| Illustrazioni in un codice arabo di al-Qazwini |
Diceva Paolo VI a conclusione del discorso tenuto a Nazaret il 5 gennaio 1964 - in effetti il primo pontefice a toccare quelle terre dopo san Pietro -, un breve discorso tutto dedicato ovviamente alla centralità del nucleo familiare (non a caso nella liturgia delle ore è una delle due letture per la festa della Santa Famiglia) diceva che "il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine".
Un finale che è quasi un capolavoro di diplomatismo: che dice tutto e niente - anche se non dovrebbe essere un mistero il senso che aveva per Paolo VI e cosa significa ancora oggi valore economico nelle democrazie liberiste.
Montini, a osservarlo in veste di pontefice, appare indubbiamente un sant'uomo:
Etichette:
arabo,
demonologia,
filologia,
fumo di Satana,
gesù,
Islam,
Lefebre (vescovo),
Maometto,
Moro (Aldo),
operai,
Oriente,
Paolo VI,
papa Luciani,
Pio XII,
Sacra Famiglia,
Satana,
tiara papale,
Tisserant (Eugène)
Iscriviti a:
Post (Atom)
