Viste alcune foto di omosessuali (tutti ragazzi) impiccati in questi ultimi anni in Iran: appesi a quattro o cinque bracci arruginiti di gru da cantiere in un vasto spazio aperto, nel cantiere della costruzione dell'homo religiosus. Sono l'imagine della non compassione umana: non ha importanza che sia di stampo islamico o cristiano (questo pseudo "Islam" è l'immagine esatta di quello che era il Cristinesimo nel medioevo, così come di una stella non si vede che la luce emessa nel passato. Contraddicono, questi orrori (sono esattamente l'opposto), ciò che chi materialmente li ordina e chi li mette in atto non fa che
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venerdì 16 gennaio 2015
giovedì 8 gennaio 2015
Il paradosso del paradosso. Gnosi contro gnosi. Ippolito Romano
Tutta la "grande" letteratura cristiana, greca o latina, potrebbe riassumersi nelle parole di Ippolito Romano, nel De epiphania (o teophania - omelia ingiustamente considerata non sua), quando dopo aver descritto Gesù che riceve il battesimo da Giovanni aggiunge ed esclama :
ὦ παραδόξων πραγμάτων
oh fatto paradossale!
Tutta la letteratura cristiana di commento alla Sacra Scrittura, e al Nuovo Testamento in particolare, è un continuo noioso giocare sui paradossi del divino che si farà o si fa o si è fatto umano; migliaia e migliai di pagine, tonnellate di papriri, e in seguito centinaia di migliaia forse milioni di pecore sgozzate nei monasteri - per fare un libro di dimensioni medie non so quante pecore servivano - per ripetere uno stesso concetto sotto immagini differenti: per spiegare l'inspiegabile.
E dice più avanti Ippolito, senza rendersi conto di avviarsi
ὦ παραδόξων πραγμάτων
oh fatto paradossale!
Tutta la letteratura cristiana di commento alla Sacra Scrittura, e al Nuovo Testamento in particolare, è un continuo noioso giocare sui paradossi del divino che si farà o si fa o si è fatto umano; migliaia e migliai di pagine, tonnellate di papriri, e in seguito centinaia di migliaia forse milioni di pecore sgozzate nei monasteri - per fare un libro di dimensioni medie non so quante pecore servivano - per ripetere uno stesso concetto sotto immagini differenti: per spiegare l'inspiegabile.
E dice più avanti Ippolito, senza rendersi conto di avviarsi
venerdì 2 gennaio 2015
Paolo VI dall'Occidente all'Oriente. Il fumo di Satana e la demonologia
![]() |
| Illustrazioni in un codice arabo di al-Qazwini |
Diceva Paolo VI a conclusione del discorso tenuto a Nazaret il 5 gennaio 1964 - in effetti il primo pontefice a toccare quelle terre dopo san Pietro -, un breve discorso tutto dedicato ovviamente alla centralità del nucleo familiare (non a caso nella liturgia delle ore è una delle due letture per la festa della Santa Famiglia) diceva che "il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine".
Un finale che è quasi un capolavoro di diplomatismo: che dice tutto e niente - anche se non dovrebbe essere un mistero il senso che aveva per Paolo VI e cosa significa ancora oggi valore economico nelle democrazie liberiste.
Montini, a osservarlo in veste di pontefice, appare indubbiamente un sant'uomo:
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